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Le scuole sono il luogo più sicuro, il contagio è fuori

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Raffaella Angelini (Ausi Romagna): «Le regole in aula sono rispettate ma si vedono nelle occasioni di socialità giovani troppo vicini. Quelle sono le situazioni più pericolose»

RAVENNA Raffaella Angelini non ha dubbi: tra i luoghi frequentati dai giovani, quello più sicuro è la scuola. Lo dice, innanzitutto, il fatto che fino ad ora il dipartimento di Igiene Pubblica che dirige non ha trovato contagi secondari all' interno delle classi dove è stato riscontrato uno studente positivo. Significa in altre parole che, almeno fino a ieri, chi è entrato in aula con una positività al Covid 19 non ha contagiato altri compagni. Come si traduce questa considerazione? Così: «Nelle scuole ravennati c' è una grandissima attenzione al problema e le norme vengono rispettate».

Il caso di Lugo Anche al "Compagnoni" di Lugo è andata così, solo una questione di pochi centimetri ha portato alla quarantena dei ragazzi. Rispetto alle lamentele dei genitori, l' azienda sanitaria ricostruisce come si sia operato rispetto al contagio di una ragazza: il 7 ottobre, mercoledì, è stato effettuato il tampone che, il giorno successivo, ha dato esito positivo. La scuola è stata informata giovedì mentre andava avanti l' indagine epidemiologica. La ragazza era asintomatica e già da martedì non frequentava le lezioni. Venerdì c' è stato il sopralluogo in classe per verificare sul posto le misure di prevenzione adottate.

Banchi di poco più vicini «Dal sopralluogo - scrive l' azienda sanitaria -, effettuato con la piena collaborazione della Dirigenza dell' istituto, è emerso che la scuola adotta tutte le misure organizzative richieste dalle linee guida ma si è riscontrato che nell' aula in questione la distanza tra alcuni banchi era inferiore, seppur di poco, al metro previsto». Angelini specifica che si trattava di pochi centimetri: «Circa 95 centimetri contro il metro previsto. A scopo precauzionale abbiamo comunque scelto di mettere in quarantena gli studenti che nelle giornate del 5 e 6 ottobre hanno condiviso l' aula con la ragazza positiva». Le famiglie sono state informate del provvedimento il 9 ottobre e contestualmente hanno ricevuto le indicazioni per l' effettuazione del tampone che è stato programmato per la giornata di oggi, sabato 10 ottobre, al Drive Through di Lugo. «Pur comprendendo la preoccupazione delle famiglie (vedi altri articoli ndr) nel venire a conoscenza che il proprio figlio è stato a contatto con un caso positivo si ritiene che non solo non ci sia stato alcun ritardo ma che l' operato del servizio sia stato tempestivo e trasparente».

«Il contagio è fuori da scuola» Tornando alla disamina dei contagi tra i giovani, la direttrice dell' Igiene Pubblica ribadisce che se «le scuole sono il luogo più sicuro», non si può dire altrettanto dell' esterno: «Le regole sono rispettate dentro le aule, poi però basta passeggiare per vedere gruppetti di ragazzi con il viso vicino, magari per guardare un video sullo smartphone». Il contagio va quindi interrotto in questi comportamenti. Rispetto agli istituti scolastici, è più facile contrarre il coronavirus «nei locali o magari facendo attività sportiva». I genitori «si agitano immediatamente, e lo si può capire, quando sanno di un compagno di classe del figlio contagiato. Però è bene che sappiano che l' Ausl Romagna è molto attenta alla questione delle scuole che cerchiamo di seguire con la massima attenzione». I dati dicono del resto che gran parte dei nuovi focolai (77% secondo quanto detto ieri dall' Iss) è contratto all' interno delle mura domestiche.

Il dato scolastico? 2,5%.

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